Italia - Tribunale di Trieste, 14 gennaio 2012, No. RG 479/2011

Country of Decision:
Country of Applicant:
Date of Decision:
14-01-2012
Citation:
No RG 479/2011
Court Name:
Tribunale Ordinario di Trieste, sezione Civile
Relevant Legislative Provisions:
International Law > 1951 Refugee Convention > Art 1
International Law
International Law > 1951 Refugee Convention
European Union Law
European Union Law > EN - Qualification Directive, Directive 2004/83/EC of 29 April 2004
National / Other Legislative Provisions:
Italy - Legislative Decree No. 251/2007
Italy - Law 241/1990
Italy - Law 722/1954
Italy - Constitution - Art 10
Italy - Legislative Decree 416/1989
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Headnote: 

Il rischio di persecuzione a cui è sottoposto un rifugiato può anche estendersi temporalmente rispetto al periodo in cui si sono svolti i fatti che hanno determinato la fuga in cerca di protezione, e dovrà essere giustificato adducendo tutte le prove e la documentazione a disposizione del richiedente protezione.

Facts: 

Il ricorrente, di etnia hutu, richiedeva l’annullamento della decisione di diniego di protezione internazionale e di riconoscimento della protezione umanitaria da parte della Commissione Territoriale di Gorizia, lamentando violazioni dell’ art. 1 della Convenzione di Ginevra, degli artt. 2, 3, 5 del D. Lgs. 251/2007, della Direttiva 2005/83/CE e dell’art. 3 della L. 241/1990, ricorrendo tutti i presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiato, posto il rischio di persecuzione nel quale sarebbe incorso in caso di rientro in Ruanda, suo paese d’origine, proprio a causa del ruolo sociale ricoperto e della sua appartenenza etnica ben noti all’epoca del verificarsi del genocidio. Tali fattori avrebbero continuato a pregiudicare la sua sicurezza anche in seguito all’assoluzione in via definitiva dall’accusa di concorso in genocidio emessa dal Tribunale Penale Internazionale, giunta dopo sette anni di carcerazione preventiva.

Decision & Reasoning: 

Il Tribunale ha ritenuto di non condividere la decisione della Commissione territoriale di Gorizia. A tal proposito ha evidenziato che è stata sottovalutata dall’amministrazione decidente la stretta relazione esistente tra la situazione individuale del ricorrente e le condizioni politiche, sociali e normative del Paese di provenienza dello stesso. Il Tribunale infatti ha evidenziato come non possa che ritenersi aggravato il rischio di persecuzione in seguito alla sentenza definitiva emessa dal Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda, dalla quale è emerso che il ricorrente è stato vittima di accuse false. Fondando la propria analisi su molti documenti presentati dallo stesso interessato, il Tribunale sottolinea le difficoltà causate dall’ipotetica riallocazione delle persone assolte dal Tribunale Penale Internazionale (mai verificatasi), dal clamore suscitato dalla sentenza di assoluzione definitiva, dalla inasprita situazione socio-politica ruandese, attualmente tesa a limitare libertà civili e politiche degli oppositori e ad accentuare le mai sopite conflittualità etniche, anche attraverso l’introduzione dell’ indeterminato reato di ideologia genocida che alimenta il rischio di subire in patria procedimenti per fatti in base i quali l’interessato è già stato giudicato ed assolto.

Outcome: 

Riconoscimento dello status di rifugiato

Other sources cited: 

ICTR’s challenges in the re location of acquitted persons, released prisoners and protected witnesses

ERSPS & ICTR Spokesperson, Arusha, 28 November 2008

Amnesty International, “Amnesty International 2010 Report”

Freedom House, “Countries at the Crossroads 2011: Rwanda”

Human Rights Watch, “Law and Reality. Progress in Judicial Reform in Rwanda”

Case Law Cited: 

Italy - Court of Cassation, 25 August 2006, No. 18549

Italy - Court of Cassation, 20 December 2007, No. 26822

Italy - Court of Cassation, 25 November 2005, No. 25028

Italy - Court of Cassation, 1 September 2006, No. 18940