Italia – Corte di Cassazione, 2 dicembre 2014, n. 7333

Country of Decision:
Country of Applicant:
Date of Decision:
02-12-2014
Citation:
No. 7333/2015
Additional Citation:
No. 7333/2015
Court Name:
Corte di Cassazione, Sesta Sezione Civile, Sottosezione 1 (Presidente Dott. Salvatore di Palma)
Relevant Legislative Provisions:
Council of Europe Instruments > EN - Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms > Article 2
Council of Europe Instruments > EN - Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms > Article 3
European Union Law > EN - Asylum Procedures Directive, Council Directive 2005/85/EC of 1 December 2005 > Art 8 > Art 8.2
European Union Law > EN - Asylum Procedures Directive, Council Directive 2005/85/EC of 1 December 2005 > Art 29 > Art 29.3
European Union Law > EN - Asylum Procedures Directive, Council Directive 2005/85/EC of 1 December 2005 > Art 30 > Art 30.4
European Union Law > EN - Asylum Procedures Directive, Council Directive 2005/85/EC of 1 December 2005 > Art 30 > Art 30.5
European Union Law > EN - Asylum Procedures Directive, Council Directive 2005/85/EC of 1 December 2005 > Art 38 > Art 38.1
European Union Law > EN - Asylum Procedures Directive, Council Directive 2005/85/EC of 1 December 2005 > Art 38 > Art 38.1 (c)
European Union Law > EN - Qualification Directive, Directive 2004/83/EC of 29 April 2004 > Art 4 > Art 4.1
European Union Law > EN - Qualification Directive, Directive 2004/83/EC of 29 April 2004 > Art 4 > Art 4.2
European Union Law > EN - Qualification Directive, Directive 2004/83/EC of 29 April 2004 > Art 4 > Art 4.3
European Union Law > EN - Qualification Directive, Directive 2004/83/EC of 29 April 2004 > Art 8 > Art 8.1
European Union Law > EN - Qualification Directive, Directive 2004/83/EC of 29 April 2004 > Art 8 > Art 8.2
European Union Law > EN - Recast Qualification Directive, Directive 2011/95/EU of 13 December 2011 > Article 4
European Union Law > EN - Recast Qualification Directive, Directive 2011/95/EU of 13 December 2011 > Article 8
National / Other Legislative Provisions:
- Art. 2
- Art 3
Italy - Legislative Decree No. 251/2007 - Art 4
Italy - Legislative Decree No. 251/2007 - Art 5
Italy - Legislative Decree No. 251/2007 - Art 6
Italy - Legislative Decree No. 251/2007 - Art 14
Italy - Legislative Decree No. 25/2008 - Art 8
Italy - Civil Procedural Code - Art. 360.5
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Headnote: 

La descrizione da parte del richiedente protezione internazionale  di una situazione di rischio per la propria vita o l’incolumità fisica che derivi dall’imposizione di violenza verso un genere, un gruppo sociale, religioso o familiare, quando sia tollerata, approvata o non fronteggiabile dalle autorità statuali, impone un approfondimento istruttorio officioso da parte del Giudice diretto a verificare il grado di diffusione ed impunità dei comportamenti violenti descritti e la risposta delle autorità statuali.

Facts: 

Il Tribunale di prima istanza concedeva al richiedente la protezione sussidiaria. Tuttavia, la Corte di appello di Bologna in seguito riformava la pronuncia sostenendo la mancanza di collegamento causale tra quanto addotto dal richiedente e la situazione di conflitto armato interno e di violenza indiscriminata in Nigeria.

Il ricorrente nanti la Suprema Corte lamenta la violazione degli artt. 2,3,4,5,6 e 14 d.lgs 251/2007 sostenendo che le norme non pongono a carico del richiedente l’obbligo di qualificare espressamente il fattore per il quale si chiede protezione. Altresì, la Corte non ha tenuto conto delle pronunce della CGUE (C-172/2009, C -285/2012) che hanno affermato che maggiore è il livello di violenza interna indiscriminata tanto minore deve essere l’esigenza di provare il collegamento tra la vicenda personale e il rischio di danno grave.

Decision & Reasoning: 

L’art. 3 del d.lgv. 251/2007 impone al richiedente un dovere di cooperazione consistente nell’allegare tutti gli elementi e la documentazione necessari a motivare la domanda di protezione internazionale. Il comma 2 del detto articolo elenca gli elementi richiesti al richiedente ed il successivo comma 5 stabilisce  alcuni indicatori da valutare qualora gli elementi rilevanti non siano suffragati da prova da parte del richiedente. Tra gli indicatori figurano plausibilità, non contraddizione, attendibilità della dichiarazione del richiedente che devono essere integrate dall’assunzione delle informazioni relative alla condizione generale del paese. Tale ultima valutazione, se mancante, deve essere integrata dall’assolvimento dell’obbligo ufficioso in capo al giudicante.

In particolare, la Suprema Corte precisa che (i) l’approfondimento istruttorio officioso non è richiesto se le dichiarazioni sono intrinsecamente inattendibili alla stregua degli indicatori di genuinità soggettiva ex art. 3; (ii) è, invece, una mera facoltà del giudice effettuare approfondimento istruttorio officioso se vi è la narrazione di episodi violenti ma strettamente interpersonali; (ii) vi è obbligo, invece, di onere probatorio nel caso di situazione di rischio per la vita o l’incolumità fisica che derivi da violenza verso un genere o gruppo che sia tollerata, approvata o non fronteggiabile dall’autorità dello Stato.

Nel caso del richiedente, dunque, lo stesso ha sufficientemente descritto i fatti circostanziandoli il più possibile, ma la Corte di Appello non ha fatto buon governo delle regole in merito al dovere di cooperazione istruttoria officiosa. 

Outcome: 

Annullamento sentenza impugnata e rinvio alla Corte di Appello di Bologna

Subsequent Proceedings : 

L’ obbligo di approfondimento istruttorio officioso affermato nella sentenza qui riassunta, è stato nuovamente ribadito dalla stessa Corte nelle sentenza n. 3347 (19/2/2015). Merita osservare che in questàultima la Corte ha precisato come il giudice non possa limitarsi a fare riferimento alla situazione gnerale del paese di origine, dovendo invece indagare d’ufficio le circostanze personali e particolari allegate dal richiedente. 

Other sources cited: 
 
 
 
 
 
 
 

 

Case Law Cited: 

Italy - Court of Cassation, no. 15466/20147 July 2014,

Italy - Court of Cassation, 24 September 2012, no. 16202/2012

Italy - Court of Cassation, Civil Division IV, 10 May 2011, n. 10202

Italy - Court of Cassation, No. 22111/2014