Italia - Consiglio di Stato, 7 luglio 2016, No. RG 196/2016

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Headnote: 

È illegale trasferire un richiedente asilo ai sensi del regolamento di Dublino in un paese, in questo caso la Bulgaria, dove le condizioni di accoglienza sono in conflitto con l'articolo 4 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE.

Facts: 

Il ricorrente aveva presentato per la prima volta domanda di asilo in Bulgaria e, successivamente, si era spostato in Italia dove aveva presentato un'altra domanda di asilo in una data successiva. In base al regolamento di Dublino, l'Italia aveva chiesto alla Bulgaria di assumersi la responsabilità del richiedente. Tale richiesta veniva poi  accettata dalle autorità bulgare.

Il 4 marzo del 2015, il ricorrente veniva avvisato della decisione di trasferirlo in Bulgaria della Direzione Centrale dei servizi civili per l’Immigrazione e l’Asilo - Unità Dublino. Il ricorrente contestava innanzitutto tale decisione dinanzi al T.a.r. Del Lazio, n.r.g. 5100 del 2015, che tuttavia rigettava il ricorso.

Nel secondo appello dinanzi al Consiglio di Stato, il ricorrente lamentava delle carenze sistemiche nella procedura d'asilo e delle condizioni di accoglienza in Bulgaria per i richiedenti asilo e, inoltre, del mancato rispetto del dovere d'informazione da parte dell’Italia.

Decision & Reasoning: 

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che l’appello basato sulla scarsità delle fonti sulla sicurezza del richiedente asilo in Bulgaria, le condizioni di accoglienza dei rifugiati e le carenze sistemiche nella procedura d'asilo dedotte dal ricorrente, e basate su fonti diverse, fosse fondato. Il richiedente asilo corre un rischio attuale di essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti in Bulgaria. Il trasferimento secondo il Regolamento Dublino non può, quindi, essere attuato.

Il rischio che il ricorrente possa essere sottoposto a una situazione in contrasto con l'articolo 4 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea è sufficiente a far sì che possa applicarsi l'art. 3, comma 2, del regolamento di Dublino.

Il Consiglio ha basato il suo ragionamento sulla considerazione che la CEDU ha ripetutamente sottolineato la necessità di utilizzare una pluralità di fonti nell'esame delle informazioni relative al paese in cui il trasferimento sarà attuato.

Una fonte favorevole come ECRI - 16 settembre 2014, non può essere l'unica fonte utilizzata come fondamento della decisione. Inoltre, non devono essere ignorate diverse fonti con informazioni contrastanti sul paese verso il quale il richiedente dovrebbe essere trasferito.

Outcome: 

Appello accolto.

Observations/Comments: 

Il Consiglio di Stato definitivamente pronunciando sull'appello lo accoglie e riforma la sentenza appellata, annullando la misura contestata.

This case summary was written by Daiana Neagoe Doctor in Law, member of the Clinic of Human Rights and Migration Law (Torino).

Other sources cited: 

Fifth Report on Bulgaria by the European Commission Against Racism and Intolerance - ECRI - September 16, 2014.

News published on the UNHCR website, 15 September 2015.

News published by the Italian press (Repubblica.it), 20

January 2015.

Report of the Commissioner for Human Rights of the Council of Europe,  June 22, 2016.

Amnesty International, Annual Report 2015-2016 on The human rights situation in the world.